Come le nazionali europee iniziano il nuovo ciclo

Introduzione
La stagione dei club si è fermata per la prima pausa per le nazionali del 2026/27 e, per gran parte delle principali nazionali europee, questa finestra segna anche l'inizio di un nuovo ciclo dopo il World Cup. La fase a gironi della Nations League inizia questa settimana, diverse federazioni hanno un nuovo allenatore in panchina e le liste dei convocati lo riflettono già.
Abbiamo preso le rose convocate da dieci nazionali europee (Belgium, Croatia, England, France, Germany, Italy, Netherlands, Portugal, Spain e Turkey) e le abbiamo confrontate su quattro aspetti: dove giocano i calciatori, l'età delle rose, il loro valore e quanti giocatori devono ancora debuttare nella nazionale maggiore. Nella seconda parte passiamo all'Italy, dove la prima lista di Roberto Mancini nel suo secondo mandato comprendeva undici giocatori alla prima convocazione, e analizziamo tre giovani che giocano in club al di fuori della Serie A.
Le dimensioni delle rose variano notevolmente, dai 23 giocatori della France ai 43 della Germany, dove Jürgen Klopp ha convocato due gruppi distinti per le sue quattro partite. Per questo motivo, i confronti seguenti utilizzano percentuali e medie anziché totali.
Dove giocano i calciatori

L'England rappresenta l'esempio più chiaro di una nazionale costruita sul proprio campionato: solo 6 dei 29 convocati di Thomas Tuchel (20.7%) giocano fuori dalla Premier League, la quota più bassa tra le dieci rose. Le eccezioni includono due dei nomi più riconoscibili del gruppo, Harry Kane del Bayern Munich e Jude Bellingham del Real Madrid.
La Turkey, la Germany, l'Italy e la Spain formano un secondo gruppo, con circa due terzi-tre quarti dei giocatori impegnati in patria: Turkey 72.4%, Germany 72.1%, Italy 70.6% e Spain 65.4%.
Le altre cinque rose sono costruite in gran parte all'estero. La Croatia (88.9%), i Netherlands (88.0%) e il Belgium (85.7%) hanno meno di un giocatore su sei nel proprio campionato nazionale, con la France (78.3%) e il Portugal (76.0%) non molto distanti. Per i mercati nazionali più piccoli di questo gruppo, la lista dei convocati sembra meno una fotografia del campionato locale e più una mappa delle destinazioni in cui sono stati venduti i loro migliori giocatori.
Età media: tre rose giovani, due ragioni diverse

L'Italy ha la rosa più giovane delle dieci, con un'età media di 25.0, seguita da England e Germany, entrambe a 25.8. La Croatia (28.4) e il Portugal (27.7) hanno le rose più anziane.
Le tre rose più giovani arrivano a quel dato in modi diversi. Per l'Italy e la Germany, un'età media più bassa è il risultato di un rinnovamento deliberato dopo un'estate difficile. L'Italy non si è qualificata per il terzo World Cup consecutivo, mentre la Germany è uscita nel turno a 32 squadre, battuta ai rigori dal Paraguay, e da allora ha sostituito Julian Nagelsmann con Klopp. Il dato dell'England deriva invece da un nucleo già consolidato in giovane età, come conferma il numero di giocatori senza presenze nella Fig. 4.
Valore di mercato: continuità al vertice

Il valore di mercato medio per giocatore distingue tre rose dalle altre: England (€61.4M), France (€61.3M) e Spain (€51.9M). Il Portugal (€40.0M) e i Netherlands (€34.1M) seguono a una distanza superiore a €10M. La Germany (€30.5M) e l'Italy (€25.0M) si collocano nella metà inferiore, sopra Belgium, Croatia e Turkey.
La continuità spiega parte del divario. La Spain, campione del mondo in carica, e l'England hanno mantenuto in gran parte il nucleo delle rose del World Cup, quindi le loro medie riflettono giocatori affermati anziché scommesse. La France si trova in una situazione simile: la prima rosa di Zinedine Zidane da commissario tecnico conserva 15 giocatori del torneo.
Giocatori senza presenze: chi guarda al futuro

È qui che la Germany e l'Italy si distinguono dalle altre, e questo contribuisce a spiegare la loro posizione nella classifica del valore di mercato. La Germany ha il maggior numero di giocatori senza presenze, 15 nelle due rose (34.9%). Klopp ha diviso i convocati in un gruppo per le partite contro i Netherlands e la Greece e un secondo per quelle contro la Serbia e la Greece, con l'obiettivo dichiarato di osservare quanti più giocatori possibile nella sua prima finestra.
Segue l'Italy, con 11 giocatori senza presenze su 34 (32.4%). I giocatori più giovani e meno affermati hanno valutazioni inferiori, anche quando le loro prestazioni nei club giustificano la convocazione.
La France è terza, con sei giocatori senza presenze su 23 (26.1%). La prima rosa di Zidane da commissario tecnico comprende le prime convocazioni per tre giocatori di Serie A: Andy Diouf dell'Inter e due del Como, Lucas Da Cunha e il portiere Jean Butez. Anche una rosa ricca di alternative come quella della France sfrutta questa finestra per testare le opzioni future. All'altro estremo della classifica, il Portugal e la Croatia hanno convocato un giocatore senza presenze ciascuno.
Italy: tre giovani convocati dall'estero
La lista di Mancini ha attirato l'attenzione per il numero di giovani e per quanti di loro giocano fuori dall'Italy: 10 dei 34 convocati giocano all'estero. Ne abbiamo selezionati tre. Issa Doumbia e Mohamed Ali Zoma ricevono la prima convocazione in nazionale maggiore in questa finestra; Samuele Inácio, il più giovane dei tre, ha debuttato a giugno sotto la guida di Silvio Baldini contro il Luxembourg.
Le tre analisi seguenti sono state prodotte con AI Assistant in SICS Atlas, lavorando su una finestra mobile di 12 mesi di dati per ciascun giocatore. Sono accompagnate da una prima anteprima del nuovo Player Report, che sarà scaricabile dalla piattaforma. Le slide del report mostrate qui si riferiscono alla stagione 2025/26 di ciascun giocatore e sono incluse come anteprima del formato, mentre le analisi nel testo coprono i 12 mesi più recenti.
Issa Doumbia — centrocampista centrale, Sporting CP

Gli ultimi dodici mesi di Doumbia comprendono 41 presenze e 3,676 minuti in Serie B con il Venezia, e in Liga Portugal e Champions League con lo Sporting. L'aspetto più interessante del suo profilo è il divario tra ciò che fa con i passaggi e ciò che fa quando conduce palla. È preciso nei passaggi, con il 87.9% di riuscita su circa 40 tentativi ogni 90 minuti, ma privilegia soluzioni prudenti: il 54% dei suoi passaggi è orizzontale, solo il 23% è diretto in avanti e la lunghezza media è di 11.4 metri. La pericolosità arriva invece dalle conduzioni: 2.82 dribbling e 2.20 conduzioni ogni 90 minuti, e 1.13 ingressi in area ogni 90 minuti.
La spiegazione più probabile è una combinazione tra la preferenza per passaggi semplici e il suo profilo atletico. Registra 8.18 scatti e 39.9 high-speed runs ogni 90 minuti, con una velocità massima di 35.74 km/h, e finalizza ciò che avvia: 8 gol a fronte di 8.38 xG nel periodo analizzato.
I limiti emergono nelle situazioni di contesa. Vince il 47.5% dei duelli e il 45.7% dei duelli aerei, il che lo rende un'opzione meno affidabile quando bisogna proteggere un vantaggio minimo sui cross e sulle seconde palle. Inoltre, cambia raramente gioco, quindi non è il giocatore capace di scardinare un blocco basso e compatto con i passaggi.
I dati indicano un ruolo specifico: l'elemento di corsa di una coppia di mediani accanto a un regista basso, nelle partite in cui l'Italy prevede di giocare in transizione, oppure come subentrante per alzare il ritmo.
Samuele Inácio — trequartista, Borussia Dortmund

In 18 presenze (13 da titolare, 1,286 minuti), Inácio ha prodotto una frequenza realizzativa insolita per un trequartista di 18 anni: 8 gol, 0.56 ogni 90 minuti, a fronte di 5.33 xG. La produzione deriva dagli inserimenti in area più che dalla creazione di occasioni. Effettua 3.36 tiri ogni 90 minuti, di cui il 75% dall'interno dell'area, e registra 4.48 ingressi in area ogni 90 minuti. Parte soprattutto da sinistra, dove effettua 422 dei suoi 710 tocchi, e conclude in posizione centrale.
Ciò che ancora non offre è sicurezza nel possesso o un contributo difensivo. La sua precisione nei passaggi è del 79.5%, con 5.39 palloni persi ogni 90 minuti, la sua produzione creativa è limitata (1 assist a fronte di 2.49 xA) e vince il 22.2% dei suoi duelli aerei. Due espulsioni in 1,286 minuti, legate al temperamento più che ai contrasti, rappresentano il motivo di maggiore perplessità a livello di nazionale maggiore. Arriva inoltre con poco ritmo partita: 3 minuti nelle ultime tre gare di campionato per cui è stato convocato dal Dortmund.
Per ora, il profilo è quello di un finalizzatore: un subentrante per attaccare difese stanche nell'ultima mezz'ora, oppure un titolare nelle partite in cui l'Italy prevede di avere il controllo territoriale.
Mohamed Ali Zoma — attaccante, 1. FC Nürnberg

Impiegato come attaccante esterno, Zoma è partito titolare in tutte le sue 32 presenze (2,779 minuti) e ha segnato 19 gol, 0.62 ogni 90 minuti, una frequenza molto alta per il ruolo. Il suo gioco è orientato a finalizzare i possessi: 4.31 ingressi in area ogni 90 minuti, il 85% dei suoi tiri dall'interno dell'area e 4.57 dribbling tentati ogni 90 minuti. È efficace anche dopo i recuperi, con 4 gol in contropiede e 2 da palloni recuperati in zona alta.
Servono due precisazioni. La prima riguarda il livello: i gol arrivano nella 2. Bundesliga e nella German cup, e 19 gol a fronte di 11.22 xG rappresentano un rendimento superiore alle attese che dovrebbe ridimensionarsi. La seconda riguarda tutto ciò che accade lontano dall'area: una precisione nei passaggi del 70.6%, 6.38 palloni persi ogni 90 minuti, 1 cross riuscito su 45 tentativi e una percentuale di duelli vinti del 44.2%. Arriva con un buon ritmo partita, con 3 gol nelle ultime sei partite di campionato, tutte da titolare.
La collocazione più naturale è quella di finalizzatore esterno titolare nelle partite aperte, all'interno di una struttura in cui i compagni si fanno carico dei passaggi e dei cross.
Conclusione
Letti insieme, i quattro grafici descrivono due approcci a questa finestra. L'England, la Spain e, nonostante un cambio di allenatore, la France hanno mantenuto un nucleo consolidato e di valore, aggiungendo nuovi nomi ai margini. La Germany e l'Italy, le due federazioni tra le dieci reduci dalle estati più deludenti, hanno sfruttato l'inizio di un nuovo ciclo per ampliare il bacino, accettando un valore medio inferiore in cambio di una rosa più giovane e meno collaudata.
I tre profili italiani mostrano come si traduce questa scelta a livello individuale: punti di forza chiari e utilizzabili accanto a lacune altrettanto evidenti, in giocatori ancora in crescita fuori dalla Serie A. Le partite di Nations League nelle prossime due settimane daranno una prima indicazione di quali convocati entreranno a far parte del prossimo ciclo.
