Dentro il mercato bloccato della Serie A

Introduzione
Questa volta ci occupiamo di calciomercato, nel periodo più intenso della sessione estiva. Partiamo dalla Serie A, che sta attraversando una delle finestre di mercato più difficili degli ultimi anni. I club italiani faticano a concludere operazioni che sulla carta sembrano semplici, soprattutto per ragioni economiche, e secondo gran parte dei parametri storici questo si preannuncia come uno dei mercati più immobili che il calcio italiano abbia visto da tempo.
Per questa edizione abbiamo scelto tre dei club più rappresentativi del campionato, Juventus, Inter e Milan, e individuato, per ciascuno, l'obiettivo di mercato che sta attirando più attenzione in questo momento. Da lì abbiamo utilizzato i dati per costruire tre profili alternativi per club: giocatori il cui rendimento statistico potrebbe rispondere alla stessa esigenza, indipendentemente da quanto appaia realistico oggi un loro trasferimento. Abbiamo cercato questi candidati nei campionati che internamente definiamo i migliori 9: i cinque principali campionati tradizionali (Premier League, LaLiga, Bundesliga, Serie A e Ligue 1), più quelli di Belgium, Portugal, Netherlands e Turkey. Ogni grafico radar qui sotto confronta direttamente il candidato con il giocatore che il club cerca di sostituire (Vlahović, Dumfries o Karetsas, a seconda della sezione), anziché con la media del campionato per quel ruolo. Nelle prossime settimane applicheremo lo stesso metodo di ricerca ad altri campionati.
I tre casi seguenti presentano urgenze diverse. La Juventus ha bisogno di un vero centravanti dopo la partenza di Vlahović. Per l'Inter, l'esigenza di un esterno destro a tutta fascia è diventata pressante dopo il fallimento di due trattative distinte. Il Milan ha recentemente perso il suo obiettivo dichiarato per il ruolo di numero dieci e ha dovuto guardare altrove. In ogni caso abbiamo cercato di combinare operazioni fattibili con scommesse a più lungo termine e, in alcuni casi, un nome più affermato in una fascia di mercato superiore.
Sostituire Vlahović: la ricerca di un vero numero nove da parte della Juventus
Con il contratto di Dušan Vlahović scaduto e nessun accordo per il rinnovo, la Juventus affronta la sessione estiva con la necessità di un vero centravanti. L'operazione per Randal Kolo Muani dal Paris Saint-Germain sarebbe alle battute finali, ma da sola non basterà a chiudere la ricerca. Lois Openda è già stato ceduto e la Juventus non sembra pronta a costruire l'attacco attorno a Jonathan David dopo una prima stagione difficile a Torino. Con il reparto offensivo che si assottiglia, è noto che il club sta cercando sul mercato un altro numero nove.
L'allenatore Luciano Spalletti ha espresso chiaramente ciò che vuole da quel ruolo, e i suoi commenti su Vlahović descrivono anche il profilo che cerca. Parlando dopo la vittoria della Juventus sul campo del Lecce, Spalletti ha dichiarato che alla squadra era mancato un vero riferimento fisico, sostenendo che «non si può giocare senza un terminale fisico se si vuole essere una squadra vincente». Ha descritto un attaccante capace di ricevere palla sotto pressione spalle alla porta, proteggerla e alleggerire la pressione sul resto della squadra, aprendo così spazi da sfruttare per giocatori creativi come Kenan Yıldız. Ha inoltre sottolineato la capacità di Vlahović di vincere il duello fisico in area e segnare, distinguendolo da attaccanti più leggeri e più orientati al gioco associativo. Oltre al profilo fisico, Spalletti ha elogiato la chiarezza del ruolo ricoperto da Vlahović, definendolo un giocatore con caratteristiche ben definite, «centrate», anziché un tuttofare, e ha indicato il suo temperamento agonistico come una componente fondamentale di ciò che la squadra sta perdendo.
Il profilo: cosa rende Vlahović difficile da sostituire
Secondo il modello di clustering dei giocatori di Soccerment, Vlahović si colloca all'intersezione di due archetipi: per il 70% centravanti di riferimento e per il 30% finalizzatore completo, una combinazione che lo rende uno dei centravanti più peculiari del calcio europeo.
Un centravanti di riferimento è un attaccante fisicamente dominante che opera soprattutto dentro l'area di rigore, eccellendo nei duelli aerei, attaccando i cross e ricevendo un elevato volume di passaggi in zone pericolose. Questi attaccanti contribuiscono generalmente meno alla creazione di occasioni, ma partecipano comunque alla costruzione del gioco proteggendo palla e facendo da sponda per i compagni che si inseriscono.
Un finalizzatore completo rappresenta un'interpretazione più contemporanea del numero nove: resta un giocatore che tira molto e presenta solidi indicatori statistici di base, ma è più coinvolto fuori dall'area, contribuendo con passaggi nell'ultimo terzo di campo e con il gioco di raccordo senza rinunciare alla pericolosità sotto porta.
Pochi attaccanti combinano una presenza fisica d'élite con un rendimento costante in area e un contributo concreto in fase di possesso: per questo è difficile trovare un sostituto dalle caratteristiche identiche. La Juventus potrebbe quindi dover decidere a quale aspetto del gioco di Vlahović dare priorità. I tre profili seguenti, ricavati dal modello di clustering di Soccerment insieme ai principali indicatori statistici di base (gol attesi su azione non da rigore per 90 minuti, tocchi in area di rigore per 90 minuti e assist attesi ricevuti), rispondono ciascuno a un aspetto diverso di questa scelta.
Luis Suárez (Sporting CP)
Se la priorità è massimizzare nell'immediato il rendimento realizzativo, Suárez è il candidato più evidente. Già nel pieno della maturità a 28 anni, il colombiano si presenta con numeri comprovati: 38 gol in 53 presenze nella scorsa stagione con lo Sporting.
Con i suoi 179 cm non può eguagliare la presenza aerea di Vlahović, ma compensa con i movimenti dentro l'area. I suoi valori di xG esclusi i rigori per 90 minuti e di tocchi in area di rigore per 90 minuti sono tra i più alti dei tre profili qui analizzati e descrivono un attaccante che raggiunge costantemente ottime posizioni da gol.
Nel gioco di raccordo, i suoi numeri di xA ricevuti sono vicini a quelli di Vlahović, segno che viene cercato regolarmente come punto di riferimento dell'attacco. Offre anche qualcosa in più in fase creativa rispetto a un tipico numero nove, avendo chiuso la stagione con nove assist. Con un costo di circa 30 milioni di euro, non è l'opzione più giovane di questa lista, ma è probabilmente al massimo delle sue capacità e potrebbe garantire un apporto realizzativo immediato.

Romulo (RB Leipzig)
Romulo è, sul piano statistico, il candidato più simile a Vlahović tra i tre. Il giocatore di 24 anni ha segnato nove gol e fornito quattro assist per il Leipzig nella scorsa stagione, dopo i 13 gol nella Turkish Süper Lig dell'anno precedente.
Il modello di clustering di Soccerment lo classifica per il 65% come centravanti di riferimento e per il 35% come finalizzatore mobile, una ripartizione abbastanza vicina a quella di Vlahović da rendere significativo il confronto. I due registrano numeri molto simili per tocchi in area di rigore per 90 minuti e xG esclusi i rigori per 90 minuti, oltre a valori elevati per xA ricevuti, il che suggerisce che Romulo venga utilizzato, proprio come Vlahović alla Juventus, come il riferimento cercato dai compagni nelle zone pericolose.

Carlos Espí (Levante)
La terza opzione è un investimento a più lungo termine anziché una soluzione immediata. Espí, nato nel 2005, ha segnato 11 gol in appena 25 presenze nella scorsa stagione, nonostante un'annata discontinua: al poco spazio iniziale è seguito uno stop per infortunio, prima di diventare una figura chiave nella corsa alla salvezza del Levante nella seconda metà della stagione.
Il modello di Soccerment lo classifica per il 81% come centravanti di riferimento e per il 19% come finalizzatore mobile, una ripartizione fortemente influenzata dalla sua struttura fisica e dalla percentuale di successo nei duelli aerei. Statisticamente rispecchia Vlahović nel volume di tiro, nei gol attesi e negli xA ricevuti, mostrando una capacità simile di concretizzare le occasioni create attorno a lui.
La differenza più evidente riguarda il contributo creativo: Espí ha registrato appena 0.4 xA nell'arco della stagione, ben al di sotto del rendimento di Vlahović, delineando un profilo più vicino a un finalizzatore puro che a un attaccante chiamato a raccordare il gioco. Questa maggiore specializzazione è anche ciò che lo rende una scommessa di sviluppo anziché un'alternativa pronta all'uso.

Sostituire un'eccezione: la ricerca del successore di Dumfries da parte dell'Inter
L'esigenza dell'Inter di un esterno destro a tutta fascia è diventata urgente nel momento in cui Denzel Dumfries è stato ceduto al Real Madrid. Il club sembrava vicino all'acquisto di Palestra dall'Atalanta, prima che il giocatore si trasferisse invece al Chelsea, mentre l'operazione per Kalaili dall'Union Saint-Gilloise è saltata dopo il mancato superamento delle visite mediche. Due tentativi, due battute d'arresto e un ruolo ancora da coprire prima dell'inizio della stagione.
Sostituire Dumfries è probabilmente più difficile che sostituire un esterno a tutta fascia convenzionale. Pur avendo costruito quel profilo da esterno destro nel 3-5-2 di Simone Inzaghi, il modello di clustering di Soccerment lo classifica per il 91% come creatore di occasioni, un profilo eccezionale per un giocatore in quella posizione. Il gruppo dei creatori di occasioni è tipicamente associato a trequartisti e attaccanti creativi: giocatori che figurano tra i migliori per passaggi nella metà campo avversaria e nell'ultimo terzo, filtranti, passaggi in area e occasioni create, fungendo da collegamento tra costruzione e finalizzazione. Molti occupano il ruolo di numero dieci, altri svolgono la stessa funzione partendo dalle fasce o persino da centravanti.
Dumfries rappresenta una vera eccezione in questo senso. Anziché rientrare nel modello dell'esterno a tutta fascia di vocazione difensiva, ha offerto il rendimento offensivo normalmente atteso da un giocatore creativo pur partendo da una posizione difensiva, il che lo rende particolarmente difficile da sostituire: pochi giocatori garantiscono quel livello di produzione offensiva dalla fascia destra. Poiché Dumfries ha saltato una parte significativa della scorsa stagione per infortunio, il suo profilo statistico e quelli dei candidati confrontati con lui si basano sulle ultime due stagioni, per offrire un quadro più rappresentativo.
Alla luce di questo, la priorità dell'Inter dovrebbe probabilmente essere un esterno a tutta fascia capace di incidere sul gioco nell'ultimo terzo di campo, anziché uno scelto soprattutto per la solidità difensiva. Su questa base emergono tre profili.
Rodrigo Gomes (Wolverhampton Wanderers)
Gomes è un esterno di vocazione offensiva che, come Dumfries, si trova a proprio agio su entrambe le fasce. Ha segnato 33 gol in carriera, di cui nove nella stagione 2023/24, un livello di contributo nell'ultimo terzo insolito per il ruolo.
Essendosi già adattato alle esigenze fisiche della Premier League, potrebbe trovarsi bene con il ritmo più lento e la maggiore organizzazione tattica della Serie A. Uno dei punti di contatto più evidenti con Dumfries è il valore degli xG per tiro, esclusi i rigori, elevato per entrambi: significa che tendono a tirare da buone posizioni vicino alla porta anziché accontentarsi di tentativi velleitari dalla distanza. Questo riflette ottimi movimenti nelle zone pericolose e un buon tempismo negli inserimenti in area, uno dei tratti distintivi del gioco di Dumfries all'Inter.

Jeremie Frimpong (Liverpool)
Frimpong è di gran lunga il nome più affermato tra i tre candidati. Il Liverpool ha pagato circa 40 milioni di euro per acquistarlo dal Bayer Leverkusen dopo un'ottima ultima stagione, con cinque gol e cinque assist, ma il suo primo anno ad Anfield è stato discontinuo e al di sotto delle aspettative.
Un trasferimento all'Inter potrebbe rappresentare l'occasione per ripartire. Il 3-5-2 di Cristian Chivu ha continuato a ottenere un forte contributo offensivo dagli esterni a tutta fascia, e il profilo di Frimpong si adatta bene a quel ruolo. Strapparlo al Liverpool non sarebbe semplice, ma a 25 anni sta ancora entrando negli anni della piena maturità e rappresenterebbe un autentico innesto di alto livello. Il suo radar indica un giocatore molto più coinvolto nella progressione del pallone e nelle conduzioni rispetto a Dumfries, meno dipendente dagli inserimenti in area e dalla finalizzazione. Non ha la presenza fisica di Dumfries, ma compensa con velocità e qualità tecnica palla al piede. In carriera ha prodotto 38 gol e 61 assist, a conferma della portata della sua pericolosità offensiva dalle fasce.

Juanlu Sánchez (Sevilla)
Per un'alternativa più giovane e accessibile, vale la pena seguire Juanlu. Il suo rendimento realizzativo è modesto, quattro gol in 91 presenze nella La Liga, ma riflette soprattutto il ruolo di terzino destro in una difesa a quattro ricoperto per gran parte della carriera in prima squadra. Nelle prime fasi della sua crescita giocava regolarmente da ala destra, il che suggerisce che potrebbe adattarsi senza difficoltà a un ruolo più avanzato di esterno a tutta fascia in un 3-5-2.
Statisticamente spicca per la percentuale di dribbling riusciti e per il contributo alla progressione del pallone, con ottimi numeri per minaccia attesa e assist attesi. Forse il punto di contatto più interessante con Dumfries è il valore degli xG per tiro, esclusi i rigori, molto simile per i due nonostante la posizione di partenza più difensiva di Juanlu: un segnale che sa già scegliere bene i tempi degli inserimenti e raggiungere buone posizioni di tiro nell'ultimo terzo.

L'obiettivo sfumato: la ricerca di un nuovo numero 10 da parte del Milan
La priorità dichiarata del Milan per l'estate aveva un nome, Kōnstantinos Karetsas del Genk, ma il club belga lo ha ora ceduto al Borussia Dortmund. Rúben Amorim ha ancora bisogno di un trequartista mancino che operi accanto a Christian Pulisic alle spalle di Gonçalo Ramos nel suo 3-4-2-1 preferito e, con poche nuove indiscrezioni di mercato per quel ruolo, la ricerca si è di fatto riaperta.
Il profilo cercato da Amorim non è quello di un numero dieci tradizionale. È un giocatore capace di ricevere tra le linee, far avanzare il pallone con conduzioni e passaggi, creare occasioni con continuità e rendersi pericoloso sotto porta accentrandosi sul sinistro, il suo piede forte. Con Pulisic chiamato ad attaccare lo spazio dalla fascia opposta, il nuovo acquisto dovrebbe dettare il gioco nell'ultimo terzo e al tempo stesso fornire creatività dal mezzo spazio destro.
Tre nomi rispondono a queste esigenze in modi diversi.
Yunus Akgün (Galatasaray)
Akgün resta in parte sottovalutato, considerando il livello di produzione creativa offerto nelle ultime due stagioni. Nella scorsa stagione ha registrato sette gol e 11 assist in circa 1,900 minuti di campionato, quasi eguagliando i numeri dell'anno precedente e mostrando una continuità rara per un giocatore della sua età.
Statisticamente è un autentico specialista della progressione del pallone, con valori elevati di minaccia attesa generata sia attraverso i passaggi sia attraverso le conduzioni, e si colloca tra i migliori creatori di gioco in Europa per assist attesi su azione per 90 minuti. Anziché affidarsi esclusivamente al dribbling, porta con costanza il pallone nelle zone pericolose prima di servire i compagni. A 26 anni potrebbe non offrire il potenziale a lungo termine di un prospetto più giovane, ma sembra entrare negli anni migliori della carriera e, con una spesa contenuta, il Milan potrebbe aggiungere un giocatore capace di incidere subito sulla struttura offensiva di Amorim.

Geny Catamo (Sporting CP)
Per un'opzione più esplosiva e orientata al dribbling, spicca Catamo. Conosce già le richieste tattiche di Amorim, avendo giocato sotto la sua guida allo Sporting, il che dovrebbe agevolare notevolmente l'adattamento.
Il suo principale punto di forza è superare i difensori nell'uno contro uno e portare palla in zone avanzate, con il volume di dribbling e le conduzioni progressive tra gli elementi distintivi del suo profilo statistico: una soluzione naturale per un sistema che chiede ai trequartisti di muoversi dinamicamente tra le linee. La sua produzione offensiva ha ancora margini di crescita: nella scorsa stagione ha contribuito con sei gol e quattro assist nel campionato portoghese, più un gol e un assist in Champions League. Considerata la familiarità con i metodi di Amorim, potrebbe realisticamente contendersi un posto da titolare fin da subito.

Anis Hadj Moussa (Feyenoord)
La terza opzione è reduce da un'annata eccellente con il Feyenoord, avendo chiuso la stagione di Eredivisie con 11 gol e sei assist, oltre ad altri due gol in Europa League. Pur avendo giocato soprattutto da ala destra, Hadj Moussa è mancino naturale e preferisce accentrarsi sul piede forte, una caratteristica adatta al ruolo di trequartista di destra nel sistema di Amorim.
Il suo radar evidenzia subito due caratteristiche di spicco: una forte propensione al dribbling e un'eccellente capacità di conduzione. Un dato notevole, tuttavia, è il valore degli xG per tiro, esclusi i rigori, nettamente inferiore a quello degli altri due candidati: significa che tira spesso da posizioni più difficili anziché affidarsi a occasioni di alta qualità vicino alla porta. Nonostante questo, ha superato nettamente i valori attesi, segnando 11 gol in campionato a fronte di appena 5.2 xG esclusi i rigori, segno di grande qualità nella finalizzazione di tentativi difficili. I suoi numeri creativi raccontano una storia simile: ha prodotto 8.8 assist attesi ma registrato soltanto sei assist effettivi, suggerendo che i compagni non abbiano concretizzato una quota significativa delle occasioni create. Con finalizzatori più precisi attorno a lui, quel totale di assist potrebbe essere molto diverso.

Conclusione
Tre club, tre esigenze diverse e, in ogni caso, un obiettivo che si è già trasferito altrove oppure una trattativa mai davvero conclusa. Il filo che li unisce dice meno di un singolo ruolo e più dello stato del mercato della Serie A quest'estate: persino obiettivi ben definiti e pubblicamente noti si stanno rivelando difficili da raggiungere, e i club devono costruire piani alternativi in tempo reale anziché chiudere l'operazione di prima scelta. Le alternative illustrate spaziano dal realistico all'ambizioso, ma tutti e tre i club dovranno concretizzare una di queste scelte prima che gli impegni della preparazione precampionato inizino a pesare. Nelle prossime settimane porteremo lo stesso approccio basato sui dati in un altro campionato.
