Come cambia il gioco su azione nella Premier League dominata dai calci piazzati

Nella prima edizione della nostra newsletter ci siamo concentrati sull'esplosione della produzione offensiva da calcio piazzato nella Premier League nel 2025/26, osservando come abbia coinciso con un calo molto significativo della produzione su azione. In questa analisi approfondiremo il tema, esplorando come è cambiato il gioco su azione nella Premier League.
Innanzitutto, rivediamo il dato chiave: la produzione offensiva su azione, misurata in xG generati per partita, è scesa al livello più basso dal 2017/18, come mostra la Fig. 1.

Cos'altro sta cambiando nell'approccio al gioco su azione delle squadre della Premier League? La probabilità media di segnare con un tiro su azione, misurata in xG per tiro, mostra un calo significativo dopo un periodo di crescita costante (interrotto dalle stagioni colpite dal Covid). Ciò indica che le squadre faticano a creare occasioni nitide su azione, suggerendo una minore propensione al rischio negli attacchi su azione e/o una prevalenza di approcci difensivi più prudenti, con blocchi più bassi. Quest'ultima ipotesi è sostenuta dai dati sulla quota di tiri su azione effettuati da fuori area. L'attuale stagione 2025/26 va contro una tendenza di lungo periodo molto costante nei 5 principali campionati: la diminuzione dei tiri effettuati da fuori area, una tendenza che la Premier League aveva guidato per gran parte delle ultime nove stagioni. Questo suggerisce che le squadre faticano a superare i blocchi difensivi più bassi e sono costrette più spesso a tentare la fortuna con tiri dalla distanza a bassa probabilità di successo.
Quanto alla propensione al rischio, ci sono anche segnali di una maggiore prudenza delle squadre: gli xG prodotti da recuperi alti, ovvero sequenze di gioco che iniziano con un recupero del pallone in zone offensive, sono in netto calo nelle ultime due stagioni dopo il picco del 2023/24, così come il numero totale di dribbling tentati per partita. Entrambi gli indicatori segnalano una minore propensione al rischio: le squadre sono meno aggressive e si affidano meno al recupero aggressivo del pallone in zone offensive per creare occasioni, mostrando al contempo una minore disponibilità a tentare duelli uno contro uno ad alto rischio ma potenzialmente molto vantaggiosi, che potrebbero portare a pericolose perdite del pallone.

Osserviamo anche un cambiamento nel modo in cui le squadre fanno arrivare il pallone nell'area avversaria con i passaggi su azione. Nelle ultime due stagioni è aumentata la quota di passaggi verso l'area effettuati con palloni alti o lunghi, mentre i passaggi rasoterra (sia normali sia filtranti) rappresentano la quota più bassa di ingressi in area registrata nelle ultime nove stagioni. Questo rafforza l'idea che le squadre fatichino a portare il pallone in buone posizioni di tiro con combinazioni di passaggi corti, ricorrendo più spesso a palloni alti o lunghi per scavalcare il blocco difensivo.

Questi cambiamenti tattici influenzano anche la distribuzione dei gol tra i gruppi di ruolo dei giocatori. La quota di gol non su rigore segnata dagli attaccanti (centravanti e ali offensive) è nettamente la più bassa delle ultime nove stagioni. Questo è coerente con il calo della produzione offensiva su azione a favore di una crescente produzione da calci piazzati, poiché centrocampisti e difensori possono ottenere più occasioni da gol sui calci piazzati che su azione. Ciò significa anche che le aspettative sul numero di gol dei centravanti dovrebbero essere adattate al contesto attuale.

In sintesi, la recente evoluzione del panorama tattico della Premier League ha profondamente ridefinito le dinamiche del gioco su azione, portando la produzione offensiva su azione al livello più basso dal 2017/18. Questo calo potrebbe derivare da un diffuso orientamento verso approcci difensivi prudenti, caratterizzati da blocchi più bassi, e da una minore propensione al rischio in attacco. A sostegno di questa ipotesi troviamo un calo significativo della probabilità media di segnare con un tiro su azione (xG per tiro), probabilmente dovuto a un insolito aumento dei tiri effettuati da fuori area, mentre le squadre faticano a penetrare le difese, nonché un netto calo, nell'arco di due stagioni, della produzione offensiva derivante da recuperi aggressivi del pallone in zone offensive e dei tentativi di dribbling. Inoltre, le squadre scavalcano sempre più spesso i blocchi difensivi ricorrendo a passaggi alti o lunghi verso l'area avversaria, mentre i passaggi rasoterra rappresentano ora la quota più bassa di ingressi in area in nove stagioni. Questo contesto tattico influisce direttamente sulla produzione dei giocatori: la quota di gol non su rigore segnati dagli attaccanti (centravanti e ali offensive) è la più bassa delle ultime nove stagioni. Poiché la produzione di gol deriva sempre più dai calci piazzati, le aspettative sul numero di gol dei centravanti tradizionali devono essere adattate a questo nuovo contesto tattico più prudente.
